Onboarding, tutti a bordo!

In questi ultimi tempi mi è capitato di progettare diversi onboardig flow. Condivido schematicamente le mie riflessioni al riguardo. Cosa è un onboarding flow? E’ la strategia che adottiamo per «far salire a bordo» i visitatori e per convincerli a restare diventantdo magari utenti affezionati. Sarà nostra cura dare loro il benvenuto, metterli a loro agio e presentare le funzionalità principali. Perchè è importante? Le ricerche ci dicono scarichiamo sempre meno applicazioni dagli store e le poche che scarichiamo raramente vengono aperte e utilizzare; in questo scenario progettare un’esperienza che catturi l’attenzione dell’utente fin dal primo contatto e crei le basi per un futuro e duraturo utilizzo del servizio, diventa cruciale.

In che modo?



Creare una chiara strategia

Le prime schermate con testi, immagini, animazioni sono preziosissime per agganciare l’utente, creare in lui interesse, fare insomma un’ottima figura. In questa fase ci dobbiamo preoccupare di comunicare due cose:

  1. i punti di forza del prodotto o servizio che stiamo offrendo, rispondendo tramite immagini e testi a domande del tipo: perchè dovrei usare questa applicazione e non un’altra? Che cosa ha di speciale rispetto alle altre? Il prezzo, il design, una funzionalità particolarmente comoda che mi farà risparmiare tempo/denaro? In altre parole quale Job to be done, ovvero quale «lavoro» la applicazione farà al nostro posto?

  2. istruzioni per l’uso, anche se abbiamo progettato l’app in modo da offrire un ambiente comprensibile e usabile, vale sempre la pena illustrare quale sono le principali funzionalità e come si utilizzano per facilitare l’esperienza e diminuire il cognitive load (che avviene quando ci fermiamo a pensare come utilizzare l’app).

A questo scopo un breve tutorial da visualizzare al primo lancio della app rappresenta una buona soluzione, realizzato con immagini animate o un video e con testi brevi e chiari.

Login/signup sono proprio necessari?

È molto comune appena lanciamo un’app, che ci venga richiesto di fare log-in o iscriverci. Anche se ormai è possibile farlo velocemente grazie alla scelta di utilizzare account di FB, G+ ecc… questa è considerata dalla maggior parte degli utenti una pratica fastidiosa perchè interrompe il flusso di navigazione e chiede qualcosa prima ancora di mostrare cosa può offrire; come se in un negozio ci chiedessero di lasciare i nostri dati prima di entrare e di poter vedere cosa possiamo comprare. La best practice in questo caso consiste nel permettere ai nostri visitatori di navigare l’app, valutarne il valore e, solo quando compiono un’azione specifica, chiedere loro di farsi riconoscere. Questa è l’esperienza che ci propone Youtube: navighiamo, visualizziamo video e, solo quando vogliamo creare una playlist, ci viene richiesto –comprensibilmente- di creare un account o fare log in in modo da salvare la playlist e collegarla al nostro profilo. Netflix fa esattamente l’opposto. Riassumendo per offfrire una esperienza trasparente e che crei fiducia:

  1. presentare login e sign up solo dopo che utenti hanno già visitato e – si spera- apprezzato il servizio e la richiesta di inserimento dei dati è plausibile e comprensibile ai loro occhi.

  2. chiedere solo i dati strettamente necessari e spiegare perchè si stanno chiedendo

First user experience

Abbiamo visto come la prima impressione è determinante perchè da questa dipende il successo o meno dell’esperienza e quindi della applicazione stessa. Oltre a creare un buon onbording flow, a non spezzare il flusso di navigazione con richieste di login o registrazioni inopportune, è importante che ogni pagina fin dall’inizio sia utilizzata per trasmettere informazioni utili e per invitare l’utente a compiere il primo passo. Evitiamo quindi che chi naviga la app per la prima volta si imbatta in una pagina vuota senza nessuna immagine e con una laconica scritta: –pagina vuota, ancora nessun contenuto presente. Wow che incoraggiamento! Uno scenario desolante… Un’efficace first user experience consiste nel curare ogni pagina, anche quelle che all’inizio sono «vuote» perchè destinate ad animarsi a seguito, inserendo immagini adeguate e con testi del tipo:- qui ci saranno tutte le immagini che salverai. Inizia subito! Vai alla gallery (link) e scegli quale preferisci. In questo modo rendiamo chiaro la funzione dell’area in cui si trova il nostro visitatore e lo invitiamo a iniziare il suo viaggio.

Non perdiamoci di vista: email, push notification ecc..

Abbiamo fatto del nostro meglio: abbiamo creato un bel tutorial, inserito il form sign up al momento giusto, ogni pagina è stata tirata a lucido. In primo incontro è andato bene e ora ci domandiamo, ansiosi, il nostro visitatore ritornerà? Se abbiamo fatto un buon lavoro è molto probabile. Nel frattempo cosa facciamo?

Se ha dato il permesso a ricevere delle push, se ha lasciato l’email, insomma se abbiamo un modo per ricontattarlo e vediamo che non ritorna dopo x giorni possiamo gentilmente ricordadrgli di tornare presentandogli sinteticamente i vantaggi. Duolinguo fa tutto questo in un modo intelligente e non invasivo perchè con push notifications mirate ti ricorda di riprendere al più presto lo studio della lingua che hai interrotto, spiegando che uno studio a singhiozzo non ha molto senso.

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